Condizioni di salute

La celiachia, o malattia celiaca

La celiachia è un'infiammazione cronica dell'intestino tenue caratterizza da un quadro clinico molto vario.
Se non viene trattata può comportare gravi complicazioni.
Al momento, l'unica terapia contro la celiachia è una dieta priva di glutine.
In questo articolo vedremo quali sono i sintomi, le cause, le possibili complicanze di questa malattia.
celiachia

La celiachia, o malattia celiaca (MC)

La celiachia, o malattia celiachia, è una malattia infiammatoria permanente dell’intestino tenue causata da una reazione autoimmune al glutine contenuto in alcuni cereali.

Può insorgere dopo un breve intervallo dall’introduzione del glutine nella dieta,

  • entro i primi due anni di vita,
  • oppure nell’arco di tutta la vita.
  • con una costellazione di manifestazioni cliniche molto ampia e varia,
  • col corteo sintomatologico e clinico tipico del malassorbimento: diarrea, calo ponderale, ritardo dello sviluppo, anemia carenziale,
  • con sintomi o segni clinici vaghi e sfumati.

In altri casi – non rari – la sintomatologia legata al malassorbimento è assente, e la malattia si presenta,

  • con una manifestazione patognomonica (cioè sintomi sufficienti a consentire la sua diagnosi) a carico della cute e degli annessi cutanei, la dermatite erpetiforme,
  • oppure con altri segni o sintomi a carico, del sistema osteoarticolare ed ematopoietico (processo di produzione delle cellule del sangue), del sistema nervoso e psichico, del sistema riproduttivo. [1]

Chi è affetto dalla malattia celiaca deve escludere rigorosamente il glutine dalla propria dieta . [2Nella maggior parte dei casi la totale eliminazione del glutine comporta,

  • la regressione del quadro anatomo-patologico intestinale,
  • il miglioramento progressivo delle manifestazioni cliniche e la loro scomparsa. [1]

Il glutine

Il glutine è una proteina che è naturalmente presente nel grano, nell’orzo e nella segala, e quindi è (comunemente) presente in determinati alimenti come il pane, la pasta, i biscotti e le torte.

Alcuni altri tipi di prodotti che possono contenere il glutine sono anche gli alimenti preconfezionati, i balsami per labbra ed i rossetti, i prodotti per i capelli e per la pelle, i dentifrici, gli integratori alimentari. Seppur raramente, anche alcuni medicinali.

I disturbi legati al glutine

I disturbi che in qualche modo sono collegati al glutine sono i seguenti [2]:

  • la celiachia (come abbiamo detto);
  • la dermatite erpetiforme;
  • l’allergia al grano;
  • la sensibilità al glutine.

La celiachia è diversa,

  •  dalla sensibilità al glutine:
    1. Se si ha una sensibilità al glutine, si potrebbero avere dei sintomi simili a quelli della celiachia, come un dolore addominale e stanchezza.
    2.  Però la sensibilità al glutine, a differenza della celiachia non danneggia l’intestino tenue.
  • dall’allergia al grano:
    • In entrambi i casi, il nostro sistema immunitario reagisce al grano.
    • Tuttavia sono diversi da quelli della celiachia alcuni sintomi delle allergie al grano, come il prurito agli occhi o come la difficoltà a respirare.
    • Le allergie al grano non causano a lungo termine danni all’intestino tenue. [3]

Sebbene la celiachia colpisca i bambini e gli adulti in tutte le parti del mondo,

  • é più comune nei popoli di razza caucasica e più spesso nelle femmine.
  • é più probabile una celiachia nel caso di qualcuno in famiglia con questa malattia.
  • é anche più comune tra le persone che hanno certe malattie, come la sindrome di Down, la sindrome di Turner ed il diabete di tipo 1.

La celiachia in Italia

La celiachia colpisce circa l’1% della popolazione mondiale.

In Italia invece risulta (dati del 2016) colpire solo il 0,33% della popolazione, di cui lo 0,20 %  tra la popolazione maschile e lo 0,45 % tra la popolazione femminile.

Ecco i dati che risultano da rilevazioni fatte negli anni 2014 – 2015 -2016.

CENSIMENTO DEI SOGGETTI CELIACI NEL TRIENNIO 2014 – 2016

REGIONECELIACI 2014CELIACI 2015CELIACI 2016
ABRUZZO4.1394.6114.875
BASILICATA9831.0121.461
CALABRIA5.1225.3335.885
CAMPANIA15.50917.77718.720
E. ROMAGNA14.00014.80316.020
FVG3.2073.2103.411
LAZIO17.35517.77719.325
LIGURIA4.4284.7694.953
LOMBARDIA30.54132.40837.907
MARCHE3.1793.3813.460
MOLISE853898910
P.A. BOLZANO1.2881.3721.477
P.A. TRENTO1.8982.0062.151
PIEMONTE11.73212.36113.153
PUGLIA10.53111.49411.866
SARDEGNA6.1456.1076.783
SICILIA13.37614.19914.880
TOSCANA14.06614.35715.351
UMBRIA2.5882.9723.025
VALLE D’AOSTA444467500
VENETO10.81311.54412.314
TOTALE172.197182.858198.427
Dati Istat aggiornati al 31/12/2016.

Dati ISTAT al 1° gennaio 2017

LA POPOLAZIONE CELIACA DISTINTA per SESSO – ANNO 2016

REGIONEMFM:F
ABRUZZO1.3613.5143
BASILICATA4171.0443
CALABRIA1.6394.2463
CAMPANIA5.73612.9842
E. ROMAGNA4.98211.0382
FVG9692.4423
LAZIO6.96712.3582
LIGURIA1.4703.4832
LOMBARDIA11.27626.6312
MARCHE1.0432.4172
MOLISE2526583
P.A. BOLZANO4231.0542
P.A. TRENTO6741.4772
PIEMONTE3.7199.4343
PUGLIA3.5278.3392
SARDEGNA1.7465.0373
SICILIA4.23810.6423
TOSCANA4.40210.9492
UMBRIA8892.1362
VALLE D’AOSTA1543462
VENETO3.6418.6732
TOTALE59.525138.9022
Dati Istat al 1 gennaio 2017

 

LA PREVALENZA della CELIACHIA – ANNO 2016

REGIONEPopolazione
italiana 
Prevalenza
(%)
Prevalenza Maschile (%)Prevalenza Femminile (%)
ABRUZZO1.322.2470,370,210,52
BASILICATA570.3650,260,150,36
CALABRIA1.965.1280,300,170,42
CAMPANIA5.839.0840,320,200,43
E. ROMAGNA4.448.8410,360,230,48
FVG1.217.8720,280,160,39
LAZIO5.898.1240,330,240,41
LIGURIA1.565.3070,320,200,43
LOMBARDIA10.019.1660,380,230,52
MARCHE1.538.0550,220,140,30
MOLISE310.4490,290,160,42
P.A. BOLZANO524.2560,280,160,40
P.A. TRENTO538.6040,400,260,54
PIEMONTE4.392.5260,300,170,42
PUGLIA4.063.8880,290,180,40
SARDEGNA1.653.1350,410,220,60
SICILIA5.056.6410,290,170,41
TOSCANA3.742.4370,410,240,56
UMBRIA888.9080,340,210,46
VALLE D’AOSTA126.8830,390,250,53
VENETO4.907.5290,250,150,35
TOTALE60.589.4450,330,200,45
Dati Istat al 1 gennaio 2017

L’aumento dei casi di celiachia a cui abbiamo assistitone negli ultimi anni, è in parte dovuto alla diffusione di metodiche diagnostiche che hanno contribuito ad aumentare il numero delle diagnosi, ma anche all’esistenza di una reale “epidemia” celiachia di cui non sono ancora noti i fattori scatenati.

In relazione a questa malattia si parla anche di “effetto iceberg” in quanto si ritiene che per ogni celiaco correttamente diagnosticato, ve ne siano 3-10 con una celiachia sublcinica o con la diagnosi misconosciuta. [5]

I possibili rischi delle persone con la malattia celiaca

La celiachia si associa più frequentemente ad alcuni disordini e patologie autoimmuni come: [1 , 4]

Le possibili complicazioni della celiachia

A lungo termine. Le complicanze della celiachia che possono manifestarsi col passare del tempo sono,

  • la malnutrizione, una condizione in cui non si assumono abbastanza vitamine, minerali e altri nutrienti di cui si ha bisogno per essere in salute,
  • un’osteoporosi accelerata o un rammollimento delle ossa noto come osteomalacia,
  • alcuni problemi del sistema nervoso,
  • alcuni problemi legati alla riproduzione.

Rare. Tra le complicazioni rare si possono annoverare,

  • il cancro intestinale,
  • malattie del fegato,
  • un linfoma, un tumore di una parte del sistema sistema linfatico che include l’intestino.

Celiachia refrattaria. In rari casi, anche seguendo una dieta rigorosamente priva di glutine potrebbero continuare i problemi nell’assorbire i nutrienti.

In questa condizione – chiamata celiachia refrattaria – l’intestino è gravemente danneggiato e non può guarire. Quindi potrebbe essere necessario nutrirsi attraverso una flebo.

I sintomi della celiachia

La maggior parte delle persone celiache presenta uno o più sintomi.Tuttavia alcune persone con la malattia celiaca potrebbero non avere sintomi o sentirsi male.

A volte alcuni problemi si salute, come un’intervento chirurgico, la gastroenterite batterica, un’infezione virale, o uno stress mentale grave, ma anche la gravidanza e il parto, possono scatenare i sintomi della celiachia.

Se chi soffre di celiachia potrebbe avere problemi digestivi o altri sintomi. Quelli digestivi sono più diffusi tra i bambini, e possono comportare,

  • un gonfiore, o una sensazione di pienezza o gonfiore nell’addome,
  • una diarrea cronica,
  • una stipsi,
  • dei gas,
  • una nausea,
  • feci pallide, maleodoranti o grasse che galleggiano,
  • mal di stomaco,
  • vomito.

L’incapacità di assorbire i nutrienti che sono importanti per una normale crescita e per lo sviluppo, può comportare per i bambini,

  • danni permanenti allo smalto dei denti,
  • una pubertà ritardata,
  • dei cambiamenti di umore o il sentirsi infastiditi o impazienti,
  • una crescita rallentata e ad un’altezza ridotta,
  • una perdita di peso.

Gli adulti hanno minori probabilità di avere sintomi legati a disturbi digestivi. Possono invece avere uno o più dei seguenti sintomi:

  • un’anemia,
  • una lingua rossa, liscia, lucida,
  • un dolore alle ossa o alle articolazioni,
  • depressione o ansia,
  • una dermatite erpetiforme,
  • mal di testa,
  • infertilità o aborti ripetuti,
  • periodi mestruali mancati,
  • problemi alla bocca come afte o secchezza delle fauci,
  • convulsioni,
  • intorpidimento delle mani e dei piedi,
  • stanchezza,
  • ossa fragili,

Gli adulti con la malattia celiaca che hanno sintomi legati a disturbi digestivi possono avere,

  • un dolore addominale e gonfiore,
  • dei blocchi intestinali,
  • una stanchezza che dura per lunghi periodi di tempo,
  • delle ulcere o piaghe sullo stomaco o sul rivestimento dell’intestino.

La celiachia può anche produrre una reazione in cui il nostro sistema immunitario – cioè il nostro naturale sistema di difesa  – attacca le cellule sane del nostro corpo. Questa reazione può diffondersi anche ad altre aree del corpo al di fuori del tratto digestivo:

  • all’ossatura,
  • alle articolazioni,
  • al sistema nervoso,
  • alla pelle,
  • alla milza.

A seconda di quanti anni si hanno quando viene diagnostica la celiachia alcuni problemi, come la bassa statura e dei difetti dei denti non miglioreranno.

I sintomi di una celiachia possono variare da persona a persona. Possono dipendere,

  • dal tempo in cui questa persona è stata allattata: alcuni studi hanno dimostrato che si manifestano maggiori sintomi quanto più a lungo si è stati allattati al seno,
  • da quanto glutine assume,
  • da quanti anni aveva quando ha iniziato ad assumere il glutine,
  • da quanti danni sono presenti nell’intestino tenue.

Tra  bambini e adulti i sintomi della celiachia legati all’età possono essere diversi.

Le persone celiache che non hanno sintomi possono comunque avere delle complicazioni nel corso del tempo in assenza di un adeguato un trattamento.

Le viarie forme di celiachia

In relazione alla presenza di diversi fattori di rischio, della clinica e della positività sierologica anticorpale, si sono identificate cinque forme di celiachia. [1]

  1. La forma classica. Si è in presenza di una sintomatologia tipica: diarrea cronica o stipsi, addome globoso, vomito, inappetenza, arresto della crescita o calo ponderale, irritabilità, anemia sideropenica e/o da deficit di acido folico ed emocoagulativi, osteopenia, deficit vitaminici, edemi. alterazioni istologice tipiche. Si presenta soprattutto in età giovanile.
  2. La forma atipica. Ha alcuni sintomi quali, manifestazioni extraintestinali isolate,  ritardo puberale, bassa statura, osteopenia, osteoporosi, poliabortività, infertilità, associazione a disordini autoimmuni, i quali sono aspecifici o che sono addirittura assenti, ma ha delle alterazioni istologice intestinali che sono tipiche. E’ la forma di malattia celiaca più frequente.
  3. La forma silente.Si definisce silente quella forma di celiachia che si ha – in presenza di riscontro di sierologia positiva ed enteropatia da glutine – in soggetti asintomatici, geneticamente predisposti, sottoposti ad uno screening per la malattia celiaca.
  4. La forma latente.In questo caso, i soggetti coinvolti hanno una sierologia positiva, ma con architettura della mucosa intestinale normale. Viene anche definita celiachia “potenziale”.
  5. La forma refrattaria. Questa forma si ha in presenza di soggetti che hanno una diagnosi di malattia celiaca accertata, ma che non rispondono alla dieta priva di glutine.

Le cause della celiachia

Le cause esatte della celiachia sono ancora sconosciute. La ricerca ipotizza che la malattia celiaca si verifichi solo nelle persone che hanno particolari geni. Si tratta di geni che sono presenti in circa un terzo della popolazione.

Per essere affetti dalla celiachia, gli individui devono anche assumere cibo che contenga del glutine. No si sa esattamente cosa scateni la celiachia nelle persone a rischio che assumono glutine per un lungo periodo di tempo.

A volte la malattia interessa le famiglie: il 10-20 percento dei parenti stretti di persone celiache ne sono colpiti.

Le possibilità di sviluppare la celiachia aumentano quando si hanno dei cambiamenti nei geni o delle varianti. Possono portare alla celiachia alcune varianti genetiche ed alcuni fattori di rischio presenti anche nell’ambiente.

La diagnosi pediatrica

Secondo il nuovo protocollo diagnostico, siglato nel 2015 in sede di Conferenza Stato-Regioni, è possibile fare una diagnosi di celiachia senza dover ricorrere alla biopsia duodenale in una selezionata popolazione pediatrica con le seguenti caratteristiche:

  1. livelli di anticorpi anti-transglutaminasi superiore a 10 volte il cut-off di normalità;
  2. positività agli anticorpi anti-endomisio (classe IgA);
  3. positività per gli alleli DQ2/8;
  4. sintomi indicativi di una celiachia.

Resta chiaro quindi che i criteri sopra esposti per la diagnosi senza biopsia sono unicamente rivolti alla popolazione pediatrica, mentre negli adulti la biopsia rimane un accertamento diagnostico obbligatorio. [6]

Come va trattata la celiachia

La celiachia va trattata con una dieta priva di glutine (GFD – Gluten Free Diet).

I sintomi migliorano notevolmente per la maggior parte delle persone celiache che si attengono alle diete priva di glutine. Negli ultimi anni, negozi di alimentari e ristoranti hanno aggiunto molti più alimenti e prodotti senza glutine, rendendo più facile rimanere senza glutine.

Il medico può indirizzare il celiaco ad un dietologo specializzato nel trattamento di persone celiache. Il dietologo gli insegnerà come evitare il glutine seguendo una dieta sana. Potrà insegnare,

  • a controllare le etichette dei prodotti alimentari e dei prodotti per il glutine;
  • a progettare dei piani-pasto quotidiani;
  • a fare le scelte salutari circa i tipi di alimenti da mangiare.

Per la maggior parte delle persone, il fatto di seguire una dieta priva di glutine può costituire una cura relativamente ai danni nell’intestino tenue ed una prevenzione contro il verificarsi di ulteriori danni. Entro pochi giorni, o settimane, dall’inizio della dieta priva di glutine già si potrebbe notare che i sintomi migliorano.

Nei bambini l’intestino tenue di solito si cura in 3-6 mesi. Negli adulti la guarigione completa può richiedere diversi anni. Una volta che l’intestino guarisce, i villi che sono stati danneggiati dalla malattia ricrescono ed assorbono normalmente i nutrienti dei cibi.

Oltre a prescrivere una dieta priva di glutine, il medico vorrà evitare tutte le fonti nascoste di glutine. Se hai la celiachia, verifica col farmacista quali sono gli ingredienti che sono presenti,

  • negli integratori a base di erbe e nutrizionali,
  • nei medicinali da prescrizione ed in quelli da banco,
  • negli integratori vitaminici e minerali.

I farmaci sono raramente fonti di glutine. Anche se il glutine è presente in una qualche medicina, è probabile che sia in quantità così piccole da non causare alcun sintomo.

A volte, leggere le etichette dei prodotti può servire ad evitare il glutine: alcuni produttori dichiarano esplicitamente i loro prodotti come privi di glutine. Se l’etichetta di prodotto non elenca i suoi ingredienti, chiedi l’elenco al produttore.

Se la celiachia migliora dopo aver iniziato una dieta priva di glutine, si possono ancora assumere delle piccole quantità di glutine.

Se si hanno ancora sintomi dopo aver cambiato la dieta, si potrebbe essere in presenza di altre condizioni o di altri disturbi che sono qualcosa di più della celiachia, come la sindrome dell’intestino irritabile (IBS), l’intolleranza al lattosio, la colite microscopica, la disfunzione del pancreas.

Le diete e la nutrizione

Nel trattamento della malattia celiaca è fondamentale evitare i cibi col glutine come il grano, le segale e l’orzo. Si dovrebbero quindi evitare tutti i prodotti che lo contengono, come la maggior parte di cereali: quindi la pasta e molti alimenti lavorati.

Rimuovendo il glutine dalla dieta,

  • si migliorano i sintomi,
  • si guariscono i danni all’intestino tenue,
  • si prevengono ulteriori danni nel tempo.

Ancorché sia necessario evitare determinati alimenti, una buona notizia è data dal fatto che sono disponibili molti alimenti e prodotti salutari senza glutine. Comunque cerca,

  • di leggere l’elenco degli ingredienti dei vari prodotti per assicurarti che il cibo che vuoi mangiare non abbia glutine;
  • di discutere le scelte alimentari senza glutine, con un dietista o con un operatore sanitario specializzato in celiachia.

Senza additivi o senza condimenti, non contengono glutine gli alimenti come la carne, il pesce, la frutta, la verdura, il riso e le patate e possono quindi costituire una dieta ben bilanciata.

Puoi mangiare alcuni tipi di pane, di pasta e altri alimenti senza glutine: sono facili da trovare nei negozi, nei ristoranti e in aziende alimentari specializziate.

Invece della farina di frumento, puoi anche assumere patate, soia, amaranto, quinoa, grano saraceno o farina di fagioli.

In passato i medici ed i dietisti consigliavano ai celiaci di non mangiare avena.Tuttavia la maggior parte delle persone affette da questa malattia può tranquillamente mangiare moderate quantità di avena, a condizione che questa avena non sia entrata in contatto col glutine di frumento durante la lavorazione.

Parlane comunque col tuo medico di fiducia per sapere se puoi includere l’avena nella tua dieta.

Quando acquisti dei prodotti e quando mangi fuori casa,

  • leggi le etichette degli alimenti: specialmente sugli alimenti in scatola, sui surgelati e sugli alimenti trasformati per vedere se contengono glutine;
  • identifica gli alimenti etichettati “senza glutine”: per legge, questi alimenti devono contenere meno di 20 parti per milione, ben al di sotto della soglia per causare problemi nella grande maggioranza dei pazienti con malattia celiaca;
  • scopri se il ristorante dove vai ha un menu senza glutine;
  • quando sei ospite a cena presso qualcuno, fagli sapere quali alimenti puoi mangiare e quali no.

Gli alimenti che vengono etichettati senza glutine, tendono ad essere più costosi più dello stesso tipo di alimenti che contengono glutine. Potresti però scoprire che sono meno costosi gli alimenti che sono naturalmente privi di glutine.

Le diete prive di glutine per chi non soffre di celiachia

Negli ultimi anni, sempre più persone non celiache adottano una dieta priva di glutine ritenendo che il fatto di evitare il glutine sia più salutare o che possa aiutarli a perdere peso.

Tuttavia nulla lascia pensare che le persone in genere (quelle non celiache) debbano seguire una dieta priva di glutine per perdere peso o per migliorare la loro salute.

Una dieta priva di glutine non è sempre salutare. Ad esempio: una dieta priva di glutine potrebbe non fornire sufficienti nutrienti, vitamine e minerali di cui il nostro corpo ha bisogno, come fibre, ferro e calcio. Inoltre, anche alcuni prodotti senza glutine possono essere ricchi di calorie e di zuccheri.

Da ricordare

Se solamente pensi di avere la celiachia, non evitare di assumere glutine senza averne prima parlato col medico. Per contro, se il tuo medico ti ha diagnosticato una malattia celiaca non mangiare gli alimenti contenenti glutine.

Le disposizioni normative per etichettare gli alimenti senza glutine

l’etichettatura in Europa

Tutti i prodotti commercializzati in Unione Europea con la dicitura “senza glutine-gluten free” (o analoghe) devono garantire il limite dei 20 ppm (parti per milione), e possono quindi essere consumati con tranquillità dai celiaci.

La norma che regolamenta la dicitura “senza glutine” è il Regolamento europeo 828/2014. [7]

il Registro nazionale dei prodotti senza glutine

A livello nazionale, al fine di mantenere il regime di esenzione per i prodotti senza glutine, dal 20 luglio 2016 è stato creato un Registro Nazionale dei prodotti senza glutine.

Gli operatori del settore alimentare (OSA) che intendono essere inseriti nel Registro possono notificare i propri prodotti al Ministero della Salute ai sensi dell’art. 5 del DM 17/05/2016.

Tali prodotti sono riconoscibili sul mercato dalla presenza del logo verde ministeriale in etichetta. [8]

alimento-senza-glutine

L'autore

Sono un appassionato lettore e ricercatore e credo nell’immensa potenzialità che la rete offre di condividere informazioni e conoscenze che possano direttamente o indirettamente migliorare il benessere dell’uomo.
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