Condizioni della pelle

Il fuoco di sant’Antonio

Ecco tutto ciò che occorre sapere circa l'herpes zoster, un'infezione che interessa la cute e le cellule nervose, causata dalla riattivazione del virus varicella-zoster, comunemente nota come “fuoco di sant'Antonio”.
fuoco di san antonio

Il problema fuoco di sant’Antonio

Preoccupato per il fuoco di sant’Antonio? E’ normale, dopotutto l’herpes zoster è un’eruzione vescicale dolorosa e comune, la cui frequenza aumenta con l’avanzare dell’età.

Chi non ha mai avuto la varicella non corre il rischio di avere il fuoco di sant’Antonio, mentre quelli che l’hanno avuta, si. Quindi, se da bambino hai avuto la varicella sei un soggetto a rischio, soprattutto con l’avanzare dell’età. Secondo un recente studio, circa una persona su due ha un attacco di fuoco di sant’Antonio almeno una volta prima di compiere gli 85 anni. Solo una piccolissima parte delle persone (1%) ha due o più attacchi. [1]

Fortunatamente, se veniamo attaccati da questo virus è possibile trattare le dolorose eruzioni cutanee che ci causa.

Ma procediamo con ordine, e vediamo quali sono i sintomi, le cause e i trattamenti relativamente a questa malattia virale.

Cos’è l’herpes zoster

L’herpes zoster è un virus della famiglia degli Herpes virus. E’ comunemente noto come fuoco di sant’Antonio. Si tratta di una condizione dovuta alla riattivazione di un’infezione da Virus Varicella-Zoster (VZV).

Si stima che una persona su due nel corso della sua vita possa avere almeno un episodio di fuoco di sant’Antonio.

L’infezione – primaria – da virus della varicella zoster si manifesta solitamente nell’età pediatrica sotto forma di varicella: un’infezione acuta, sistemica, altamente contagiosa.

Dopo l’infezione iniziale, questo virus entra nei nervi, e lì vi rimane inattivo.

Quando l’infezione dormiente si riattiva – e ciò può accadere molti anni dopo l’infezione iniziale – si scatena il fuoco di sant’Antonio.

Sintomi e trattamenti negli adulti

Durante l’infanzia la maggior parte delle persone viene colpita dalla varicella. Una volta che macchie prodotte dalla varicella scompaiono, il virus varicella-zoster rimane dormiente (inattivo) nel nostro sistema nervoso. Questo virus può riattivarsi in età avanzata e causare il fuoco di sant’Antonio.

Non si sa esattamente perché il virus si riattivi in una successiva fase della vita. Si pensa però che possa essere dovuto a delle basse difese immunitarie:

  1. Con l’età aumenta l’incidenza e la gravità del fuoco di sant’Antonio appunto perché con l’avanzare degli anni può diminuire l’immunità. L’herpes zoster è infatti più diffusa tra le persone che hanno più di 70 anni.
  2. Una condizione di basse difese immunitarie che porta al fuoco di sant’Antonio può anche essere dovuta ad uno stress fisico o emotivo.
  3. Le persone con l’HIV e l’ AIDS hanno maggiori probabilità di contrarre l’herpes zoster in quanto il loro sistema immunitario è debole.
  4. Possono avere un debole sistema immunitario anche le persone che hanno recentemente avuto un trapianto di midollo osseo, un trapianto di organi, o che sono stati sottoposti alla chemioterapia.

Quali i sintomi del fuoco di Sant’Antonio?

Il sintomo principale del fuoco di sant’Antonio è il dolore, seguito da delle eruzioni cutanee che si sviluppano sotto forma di vesciche pruriginose simili alle macchie della varicella.

Il dolore può essere costante, opaco, lancinante, oppure può essere costituito da una sensazione di bruciore.

La sua intensità può variare da lieve a grave. L’area della pelle interessata può essere tenera.

In alcuni casi, l’herpes zoster può avere alcuni sintomi precoci, che si sviluppano qualche giorno prima che compaiano le eruzioni dolorose. Questi primi sintomi possono essere costituiti,

  • da un mal di testa;
  • da bruciore, formicolio, intorpidimento o prurito della pelle nella zona interessata;
  • da una sensazione di malessere generale.

Può essere interessata dal fuoco di sant’Antonio una qualsiasi parte del nostro corpo, viso ed occhi compresi, ma le aree più comuni sono il torace e la pancia.

L’herpes zoster di solito colpisce un’area specifica su un lato del corpo, e non attraversa la linea mediana del corpo stesso: una linea immaginaria che corre tra gli occhi oltre l’ombelico.

Possono apparire nuove vesciche per un massimo di sette giorni, vesciche di colore giallastro che dopo alcuni giorni si seccano ed appaiono più piatte formando una crosta.

L’herpes zoster viene solitamente diagnosticato sia esaminando le vesciche / eruzioni cutanee, sia mediante una  valutazione clinica dei sintomi.

Di solito per diagnosticare l’herpes zoster non vengono utilizzati dei test.

Come viene trattato

L’herpes zoster può essere trattato con dei farmaci antivirali come l’aciclovir (ACV) il famciclovir o il valaciclovir. Questi farmaci vengono generalmente prescritti per le persone di età superiore a 50 anni con un dolore severo e con un’estesa eruzione cutanea, e per le persone che hanno un sistema immunitario soppresso.

I farmaci antivirali aiutano a recuperare più velocemente e servono a ridurre i rischi di complicazioni associate al fuoco di Sant’Antonio.

Quando l’herpes zoster interessa gli occhi, potrebbe essere somministrato un unguento antivirale per gli occhi.

Il dolore nervoso è uno dei sintomi più fastidiosi di fuoco del sant’Antonio. Questo dolore di solito viene trattato con degli antidolorifici come il paracetamolo (Tachipirina).

Nei casi di dolori molto inteni possono venir somministrati anche la codeina o la morfina.

Il prurito di un’eruzione di herpes zoster può essere anche trattato con una crema alla calamina. Infine, per ridurre le eruzioni cutanee si possono (anche) usare degli impacchi freddi.

L’herpes zoster è un virus contagioso

Non si può prendere direttamente da qualcun altro che ne sia infettato. questa condizione si sviluppa infatti quando si attiva il virus herpes zoster rimasto dormiente all’interno della persona.

Chi é colpito dal fuoco di sant’Antonio può tuttavia trasmettere la varicella (l’herpes zoster virus) a qualcuno che non sia stato precedentemente colpito dalla stessa malattia.

Questo l’herpes zoster virus può essere diffuso per contatto diretto con il liquido delle eruzioni cutanee, liquido che diventa contagioso non appena si sviluppano delle bolle, e fino a quando non si sovrappongono.

Il fuoco di sant’Antonio è tuttavia meno contagioso della varicella: quando l’eruzione è ben coperta, è basso il rischio di diffusione del virus varicella-zoster.

La trasmissione del virus avviene solamente attraverso il contatto diretto con le sue vesciche: quindi se hai il fuoco di Sant’Antonio, tienile sempre coperte prima di entrare in contatto con un’altra persona.

Consigli igienici utili nella cura dell’herpes zoster

Ecco alcuni accorgimenti che possono essere utili.

  1. Prova a tenere l’eruzione pulita e asciutta – questo fatto aiuterà a ridurre il rischio che l’eruzione si infetti coi batteri.
  2. Indossa abiti larghi e comodi.
  3. Evita l’uso di prodotti adesivi come i cerotti, in quanto potrebbero impedire la formazione di croste.
  4. Utilizza prodotti che non si attacchino alle eruzioni: se è necessario copri le vesciche. Coprire le vesciche impedisce di trasmettere l’infezione ad altre persone.
  5. Non strofinare delle creme sulle vesciche. Prova invece a tamponare la zona interessata con una lozione a base di calamina o con una crema acquosa di calamina. Avranno un effetto lenitivo e rinfrescante sulla pelle e serviranno ad alleviare il prurito.
  6. Prova ad applicare un impacco fresco (un panno, o una flanella raffreddata con acqua di rubinetto) sulle vesciche  in modo da lenire la pelle e tenere pulite le bolle.
  7. A tal fine, anche una borsa di piselli surgelati avvolta in un asciugamano funziona bene.
  8. Fai queste operazioni più volte al giorno, per circa 20 minuti ogni volta.
  9. L’herpes zoster o fuoco di sant’Antonio (alle condizioni prima descritte) è contagioso, quindi non condividere gli asciugamani od altro.

Consigli per il suo trattamento

Dal momento che il virus herpes-zoster è già presente nel nostro corpo, non è possibile prendere dei provvedimenti per eliminalo. Per tenerlo a bada è però possibile potenziare il nostro sistema immunitario con un’apposito vaccino.

Sebbene la maggior parte delle persone si riprenda completamente dal fuoco di sant’Antonio, con l’avanzare dell’età aumenta anche il rischio che si sviluppi un dolore post erpetico, il quale può durare per mesi e persino anni.

Un vaccino contro l’herpes zoster può aiutare a ridurre il rischio di sviluppare l’herpes zoster, così pure come la gravità e la durata dei sintomi associati.

Il vaccino contro del fuoco di sant’Antonio può essere somministrato alle persone di età superiore a 50 anni in qualsiasi momento durante tutto l’anno: purché sia ​​passato più di un anno dall’ultima volta che hai avuto l’herpes zoster.

Parla con il tuo medico o il farmacista per avere informazioni circa un vaccino contro l’herpes zoster.

Le possibili complicazioni del fuoco di sant’Antonio

Le complicazioni legate all’herpes zoster possono interessare sopratutto le persone che hanno un sistema immunitario indebolito e le persone anziane.

La complicanza più comune è la nevralgia post-erpetica. Si stima che, tra le persone al di sopra dei cinquant’anni colpite dall’herpes zoster, le complicazioni interessino una su cinque.

La nevralgia post-erpetica può causare gravi dolori ai nervi (nevralgia) ed un intenso prurito che persiste dopo l’eruzione cutanea, e dopo che qualsiasi altro sintomo di herpes zoster è sparito.

Ii tipi di dolore che avvertono le persone con la nevralgia post-erpetica sono:

  • un bruciore costante, intermittente, dolente, palpitante, lancinante o dolorante;
  • un dolore legato a qualcosa che non dovrebbe essere doloroso, per esempio i cambiamenti di temperatura, la sensazione di vestiti che si muovono sulla pelle: questo tipo di dolore viene definito allodinia;
  • un aumento della sensibilità agli stimoli dolorifici: una patologia nota come iperalgesia;

La nevralgia post erpetica è difficile da trattare. Per risolverla possono essere necessari dai tre a sei mesi. Alcuni dei suoi sintomi possono anche continuare per alcuni anni o essere permanenti.

Può essere trattata con dei farmaci antidolorifici come il co-codamolo o con forti antidolorifici contro il dolore ai nervi. Il medico può suggerire di provare l’amitriptilina, un antidepressivo triciclico che ha dimostrato di poter lenire il dolore ai nervi.

Altre complicazioni del fuoco di sant’Antonio possono interessare gli occhi, e ciò a causa di una riattivazione del virus varicella-zoster (VZV) a livello oculare noto come herpes zoster oftalmico.

Ciò può comportare a una perdita permanente della vista e per questo dovrebbe essere contattato uno specialista il più presto possibile.

L'autore

Sono un appassionato lettore e ricercatore e credo nell’immensa potenzialità che la rete offre di condividere informazioni e conoscenze che possano direttamente o indirettamente migliorare il benessere dell’uomo.
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