Alanina aminotransferasi (ALT): cos’é, esami, i valori

- Posted by Author: BFC in Category: Condizioni di salute | 6 min read

L'alanina amminotransferasi (ALT) viene misurata per individuare l'esistenza di possibili problemi al fegato: la maggior parte dei casi di un suo aumento dipende da danni epatici.

Alanina aminotransferasi (ALT)

L’alanina aminotransferasi e l’esame relativo

Le transaminasi o aminotransferasi (ALT e AST).

Le transaminasi o aminotransferasi (ALT e AST) sono degli enzimi, cioè delle sostanze proteiche.

Le transaminasi più importanti sono l’alanina aminitransferasi (ALT o GTP)  l’aspartato aminotransferasi  (GOT o AST).

L’alanina aminotransferasi (ALT o ALAT).

L’alanina è un amminoacido. Le tranferasi sono degli enzimi trasportatori.

L’alanina aminotransferasi (ALT o ALAT), chiamata anche GPT o SGPT (dall’inglese Serum Glutamic Pyruvic Transaminase) è un un enzima che si trova soprattutto nelle cellule del fegato e del rene. La si trova anche, in quantità molto minori, nel cuore e nei muscoli.

L‘alanina amminotransferasi (ALT) converte l’alamina  – un aminoacido che si trova nelle proteine quindi principalmente in alimenti di origine animale come la carne, il latte e le uova – in piruvato, che è un importante intermedio della produzione energetica cellulare.

Negli individui sani i livelli di ALT nel sangue sono bassi. I suoi livelli nel sangue, servono a valutare il corretto funzionamento del fegato: quando il fegato viene danneggiato, l’ALT viene rilasciata nel sangue solitamente prima che si possano notare segni più evidenti di danno epatico, come ad esempio l’itterizia.

Quindi il test per le ALT è utile per individuare precocemente dei danni del fegato.

Il fegato è un organo vitale localizzato nel lato superiore destro dell’addome appena sotto la gabbia toracica. E’ coinvolto in molte funzioni importanti del nostro corpo: aiuta a processare i nutrienti, produce la bile per facilitare la digestione dei grassi, produce molte proteine importanti come i fattori di coagulazione del sangue e l’albumina; inoltre scompone le sostanze potenzialmente tossiche in sostanze innocue che il corpo può utilizzare o eliminare.

L’esame per le transaminasi

L’esame di laboratorio per l’alanina aminotransferasi o transaminasi glutammico-piruvica viene indicato con la sigla ALT.

L’alanina aminotransferasi ALT viene solitamente misurata assieme alla aspartato transaminasi (AST) che è un altro enzima epatico.

Per cercare l’esistenza di danni al fegato il test per le ALT viene spesso associato ad altri test come ad esempio, a quelli per l’aspartato transaminasi (AST), la fosfatasi alcalina, la lattato deidrogenasi (LDH), la bilirubina.

Sia gli esami riguardanti i livelli delle ALT che di AST sono affidabili per quanto riguarda l’individuazione di possibili danni al fegato.

Sia i livelli di ALT che quelli di AST solitamente aumentano ogni volta che il fegato viene danneggiato, anche se l’ALT è più specifico per quest’organo e anche se in alcuni casi possa essere l’unico dei due ad aumentare.

Il rapporto AST/ALT può venire calcolato per distinguere le diverse cause e le diverse gravità di un danno epatico e per distinguere il danno epatico dal danno subito dal cuore o dai muscoli.

Inoltre è molto utile per individuare i danni da epatite o da altre patologie, oppure quelli causati dalle droghe o altre sostanze tossiche per il fegato che determinano un aumento delle ALT.

Vediamo quando viene fatto quest’esame, e che significato dare ai possibili suoi risultati.

Quando solitamente si fa l’esame del sangue per transaminasi

L’esame per l’alanina aminotransferasi è utile per valutare la funzionalità epatica. Questo test potrebbe venire prescritto in occasione di una visita di controllo nel contesto di un esame esteso del metabolismo.

Un medico solitamente prescrive l’esame delle ALT (e molti altri esami) per valutare la persona che mostri segnali e sintomi di disturbi epatici. Alcuni di questi segnali/ sintomi possono essere costituiti da,

  • debolezza, affaticamento,
  • perdita di appetito,
  • nausea, vomito,
  • gonfiore e/o dolore addominale,
  • itterizia,
  • urina scura, feci chiare,
  • prurito.

Tuttavia, poiché sono molte le persone con danni epatici leggeri che non evidenziano nessun segnale o sintomo, l’esame delle ALT potrebbe comunque essere prescritto  – da solo, o con altri esami – alle persone con elevati rischi di patologie del fegato.

Perfino in assenza di altri sintomi causati da danni epatici leggeri le ALT possono aumentare. Per esempio,

  • nelle persone con una storia di esposizione certa o possibile alle epatiti virali,
  • negli  alcolisti,
  • negli individui con una storia familiare di patologie del fegato,
  • nelle persone che assumono medicinali o droghe pericolose per il fegato,
  • nelle persone in sovrappeso e/o diabetiche.

Quando l’esame per le ALT viene utilizzato per monitorare le persone affette da patologie del fegato, questo esame potrebbe essere fatto regolarmente nel corso dei trattamenti fatti a tal fine, allo scopo di verificare se determinate terapie sono efficaci.

Cosa possono indicarci i risultati di quest’esame

Come già detto, un basso livello di ALT nel sangue è normale e le patologie del fegato sono quelle che più comunemente determinano livelli di ALT più alti del normale.

I livelli molto elevati di ALT – più di 10 volte al di sopra della media – sono solitamente dovuti ad epatiti acute oppure – qualche volta – ad infezioni virali.

Nelle epatiti acute, i livelli di ALT solitamente rimangono elevati per circa 1-2 mesi, ma possono impiegare anche dai 3 ai 6 mesi per ritornare alla normalità.

Potrebbero anche essere considerevolmente elevati (anche di 100 volte più del normale),

  • sia nel caso di esposizione a delle droghe o ad altre sostanze tossiche per il fegato,
  • sia per effetto di determinate condizioni che possano causare una diminuzione del flusso sanguigno (ischemia) verso il fegato.

Invece nel caso di epatiti croniche, solitamente i livelli di ALT non sono altrettanto elevati: hanno valori meno di 4 volte i valori normali.

In questi casi, i livelli di ALT spesso variano tra il normale ed il leggermente aumentato: quindi, in questi casi gli esami potrebbero essere prescritti più frequentemente allo scopo di  cercare di individuare un trend (un andamento).

Altre cause di un aumento moderato delle ALT comprendono,

  • le ostruzioni dei dotti biliari,
  • le cirrosi (solitamente conseguenza di epatite cronica, o di ostruzione dei dotti biliari),
  • i danni cardiaci,
  • l’abuso di alcool,
  • i tumori del fegato.

Come abbiamo detto, il test per le ALT solitamente viene fatto assieme ad un esame per le AST, o in associazione ad altri esami. Nella maggior parte delle patologie del fegato, il livello di ALT è maggiore, ed il rapporto AST/ALT è basso (minore di 1).

Ci sono però alcune eccezioni:

  1. nell’epatite alcolica, nella cirrosi, e nei danni cardiaci o muscolari il rapporto AST/ALT è solitamente maggiore di 1;
  2. potrebbe essere maggiore di 1 per un giorno o due dopo l’inizio di un’epatite acuta.

Alcune altre cose utili da sapere a questo proposito

L’iniezione di un medicinale nel tessuto muscolare, o anche un’eccessiva attività fisIca potrebbero aumentare i livelli di ALT.

I pazienti che assumono determinati farmaci, possono far aumentare i loro livelli di ALT causando dei danni al fegato. Ciò è vero, sia per i farmaci prescritti dal medico con ricetta, ma anche per alcuni prodotti “per la salute “naturali.

Informa perciò il tuo medico circa i farmaci ed integratori che stai assumendo.

Rispetto alle AST, l’alanina aminotransferasi (ALT o ALAT) è più specifica per quanto riguarda il fegato ed è anche molto meno influenzata dalle patologie che colpiscono altre parti del corpo. Malgrado ciò anche  alcuni danni presenti in organi diversi dal fegato, come nel cuore e nei muscoli scheletrici possono causare un suo aumento.

Per esempio, piccoli aumenti si possono verificare successivamente a danni ai muscoli scheletrici o dopo gli attacchi cardiaci.

Per approfondire


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A questo articolo ha contribuito

Author: BFC

Sono un appassionato lettore e ricercatore e credo nell’immensa potenzialità che la rete offre di condividere informazioni e conoscenze che possano direttamente o indirettamente migliorare il benessere dell’uomo.