acetil-l-carnitina

Acetil L-carnitina: fonti, integratori, funzione

L'acetil-L-carnitina (ALCAR) è simile nella forma, all'aminoacido L-carnitina e ha anche alcune funzioni simili, come il coinvolgimento nel metabolismo del cibo in energia.
Il gruppo acetilico che fa parte dell'acetil-L-carnitina contribuisce alla produzione del neurotrasmettitore acetilcolina, che è richiesto per le funzioni celebrali.

La carnitina e l’acetil-L-carnitina

la carnitina

La carnitina è un derivato amminoacido che, pur essendo strutturalmente simile a questo, non ha la proprietà di formare proteine.

Più precisamente amminoacido é un termine generico che definisce diversi composti, i principali de quali sono,

  • la L-carnitina,
  • la acetil-L-carnitina,
  • la propionil-L-carnitina.

Le differenze biochimiche e gli effetti sul metabolismo di queste tre forme di carnitina sono notevoli.

l’acetil-L-carnitina (ALC, o ALCAR)

L’acetil-L-carnitina (conosciuta  anche come acetil-carnitina, ALC, e ALCAR) in particolare, è la forma biologicamente attiva, la forma migliore perché è la più solubile in acqua e ciò aumenta la sua biodisponibilità.

In altre parole, gli integratori alimentari a base di l’acetil-L-carnitina sono “migliori” rispetto a quelli della forma non acetata: della L-carnitina. [1]

Come agisce l’acetil-L-carnitina, e per cosa è utile

acetil l carnitina

Non si conoscono ancora gli esatti meccanismi d’azione dell’acetil-L-carnitina.

Secondo alcuni, funge da neurotrasmettitore colinergico stimolando il metabolismo neuronale nei mitocondri. Secondo altri, la sua azione si basa su una stimolazione diretta delle sinapsi.

L’acetil-L-carnitina è comunque un elemento, che il nostro corpo utilizza per trasformare il grasso in energia.

E’ un composto non essenziale perché il nostro corpo può (normalmente) produrre tutta la carnitina di cui ha bisogno. A questo proposito ricordiamo,

  • che sono definiti essenziali quegli elementi che il nostro organismo non riesce a sintetizzare in quantità sufficiente a far fronte ai propri bisogni;
  • che sono definiti non essenziali quelli che il corpo è in grado di produrre autonomamente .

Ad ogni modo, un’integrazione di carnitina può migliorare la capacità di alcuni tessuti di produrre energia, e questo suo effetto ha portato ad utilizzare la carnitina in varie patologie muscolari e cardiache.

Le possibili carenze di acetil-L-carnitina (ALCAR)

Esiste tutta una serie di fattori ed una serie di situazioni, in cui nel nostro corpo possono diminuire i livelli di L-carnitina. Tuttavia, dato che è un composto non essenziale, non si hanno vere e proprie sue carenze [2, 3].

Ad ogni modo,

  • i livelli di acetil-L-carnitina possono diminuire con l’avanzare dell’età;
  • alcuni individui hanno un difetto genetico che ostacola la capacità del corpo di produrre L-carnitina;
  • alcune malattie del fegato, dei reni o del cervello possono inibire la produzione di carnitina;
  • alcuni farmaci, in particolare i farmaci antinfiammatori acido valproico (Depakene) e fenitoina (Dilantin), possono ridurre i livelli di carnitina; tuttavia non è ancora sicuro se in questi casi sarebbe utile un’assunzione extra di carnitina;
  •  in ragione del suo elevato fabbisogno energetico, il tessuto muscolare cardiaco è particolarmente vulnerabile alla carenza di carnitina,

Dove si trova, e quali sono le sue fonti principali

L’acetil-L-carnitina è una molecola che si trova naturalmente nel cervello, nel fegato e nei reni. Le principali fonti alimentari di carnitina sono la carne ed i latticini.

Ma, per arrivare a dei dosaggi di acetil-L-carnitina che siano utili a scopo terapeutico, è necessario aumentarla con degli integratori alimentari.

La L-carnitina “funziona” meglio, se combinata con il coenzima Q10 (CoQ10).

Dosi ed impieghi

La maggior parte delle ricerche condotte sull’acetil-L-carnitina sono state fatte utilizzando una dose di 500 mg per tre volte al giorno. Anche se – occorre dire – alcune ricerche hanno utilizzato il doppio o li triplo di questa quantità, come vedremo di seguito.

Gli utilizzi della carnitina, supportati dalla scienza che sono ritenuti utili, sono i seguenti. [2]

per contrastare il declino cognitivo legato all’età

Un’integrazione con acetil L-carnitina ritarda l’insorgenza del declino cognitivo correlato all’età, e migliora la funzione cognitiva generale negli anziani.

Diversi studi clinici ipotizzano che, all’esordio del declino cognitivo legato all’età, l’acetil -L-carnitina sia in grado di migliorare le funzioni cognitive degli anziani.

In occasione di uno studio clinico controllato, l’acetil-L-carnitina era stata somministrata a delle persone anziane con un lieve deficit cognitivo.

  • Dopo 45 giorni dall’inizio della supplemntazione con l-carnitina (dosaggio: 1.500 mg al giorno) erano stati  osservati miglioramenti significativi nella funzione cognitiva, e soprattutto nella memoria di questi anziani.

Un altro ampio studio sull’acetil-L-carnitina, condotto su degli anziani con un lieve danno cognitivo, aveva rilevato che 1.500 mg al giorno di L-carnitina, somministrata per 90 giorni, era stata in grado di migliorare significativamente la memoria, l’umore, e le risposte allo stress.

Ma non solo, gli effetti positivi di questa integrazione erano rimasti presenti per 30 giorni almeno dopo la sospensione del trattamento.

Altri studi clinici sull’acetil-L-carnitina, controllati e non controllati, hanno confermano la portata di questi risultati.

per trattare la neuropatia diabetica

L’assunzione di acetil-L-carnitina pare essere in grado di migliorare i sintomi della neuropatia diabetica.

In occasione di uno studio in doppio cieco su delle persone con una neuropatia diabetica, una integrazione con acetil-L-carnitina si era dimostrata significativamente più efficace di un placebo nel migliorare i sintomi della neuropatia e la funzione nervosa

Il dosaggio che era stato utilizzato in questi studi variava da 500 a 1.000 mg, per tre volte al giorno (a dosi più elevate si erano avuti risultati migliori).

per contrastare la progressione del morbo di Alzheimer

Diversi studi clinici hanno riscontrato che un’integrazione di acetil-L-carnitina, ritarda la progressione dell’Alzheimer, migliora la memoria, e migliora le prestazioni generali in alcune persone con l’Alzheimer, e ritarda la progressione della malattia.

Sebbene non tutti gli studi siano concordi sulle conclusioni -nel breve termine – la maggior parte di quelli a lungo termine pare indicare che, un’integrazione con L-carnitina comporti una riduzione del relativo tasso di deterioramento.

Le dosi mediamente utilizzate i questi studi era stata di 1 grammo per tre volte al giorno.

per ridurre i sintomi della depressione

Un’integrazione con acetil-L-carnitina pare essere in grado di ridurre significativamente i sintomi della depressione negli anziani.

Questi risultati sono stati rilevati da più studi scientifici. In tali occasioni, ai partecipanti erano stati somministratati ad alcuni soggetti, 500 mg di l-carnitina per tre volte al giorno; ad altri il placebo corrispondente.

Gli anziani a cui era stata somministrata l’acetil-L-carnitina avevano evidenziato sintomi di depressione ridotti significativamente, rispetto a quelli trattati con il placebo.

A risultati simili sono giunti numerosi studi indipendenti. Il dosaggio di acetil-L-cartinina mediamente utilizzato in questi studi era stato di 500 mg, somministrato per tre volte al giorno (eccetto che in un caso, in cui è stata utilizzata una dose doppia).

per trattare la sindrome di Down

L’acetil-L-carnitina sembra possa migliorare la memoria visiva, e l’attenzione delle persone con la sindrome di Down.

Tuttavia sono necessarie ulteriori ricerche sugli effetti nelle persone con la sindrome di Down della L-acetil-carnitina.

nella disfunzione erettile

In occasione di una ricerca. un’integrazione fatta con una combinazione di propionil-L-carnitina (una forma di L-carnitina) e di acetil-L-carnitina, aveva migliorato significativamente la funzione erettile negli uomini anziani con disfunzione erettile associata a dei bassi livelli di testosterone.

Le stesse propionil-L-carnitina e l’ acetil-L-carnitina si sono dimostrate significativamente più efficaci rispetto ad un trattamento col testosterone. Le dosi erano state di 2 grammi ogni giorno.

nel migliorare dolori muscolari (fibromialgie)

Un’integrazione con l’acetil-L-carnitina può migliorare, i dolori muscoloscheletrici, la depressione e la salute generale nelle persone con la fibromialgia.

In uno studio in doppio cieco, un’integrazione con l’acetil-L-carnitina (nella quantità di 1.500 mg al giorno per dieci settimane) si era dimostrata significativamente più efficace di un placebo nel migliorare i dolori muscoloscheletrici, la depressione, e la salute generale nelle persone con una fibromialgia.

nella cirrosi epatica

Uno studio in doppio cieco era arrivato ad ipotizzare che l’integrazione con acety-l-carnitina potesse migliorare la funzione mentale e neurologica nelle persone con una cirrosi. Dosaggio utilizzato : 2 grammi due volte al giorno per 3 mesi.

nella degenerazione maculare

Uno studio focalizzato sull’integrazione fatta per mezzo di acetil-L-carnitina, di olio di pesce, e di coenzima Q10, ha dimostrato che questa miscela è in grado di migliorare la funzione visiva nelle persone con una degenerazione maculare.

nel diabete di tipo 1 e nella neuropatia diabetica

L’assunzione di acetil-L-carnitina può migliorare i sintomi della neuropatia diabetica.

In occasione di uno studio in doppio cieco su delle persone con danno al nervo diabetico (neuropatia), un trattamento con l’acetil-L-carnitina era risultato significativamente più efficace di un placebo nel migliorare i sintomi della neuropatia stessa.

Le persone che avevano assunto 1.000 mg di acetil-L-carnitina avevano avuto dei risultati migliori di quelle che avevano assunto dosi minori (500 mg tre volte al giorno).

nel diabete di tipo 2 e nella neuropatia diabetica

L’assunzione di acetil-L-carnitina pare essere in grado di migliorare i sintomi della neuropatia diabetica.

In uno studio in doppio cieco su delle persone con una neuropatia diabetica, l’integrazione con l’acetil-L-carnitina era risultata significativamente più efficace, rispetto ad un placebo nel migliorare i sintomi soggettivi della neuropatia.

Le persone che avevano assunto 1.000 mg di acetil-L-carnitina avevano mostrato risultati migliori di quelle che avevano delle dosi minori (500 mg tre volte al giorno).

nell’amenorrea

L’acetil-L-carnitina è un amminoacido che può avere degli effetti sulle sostanze chimiche del cervello, e sugli ormoni che controllano gli ormoni riproduttivi femminili.

L’acetil-L-carnitina può aiutare a ripristinare le mestruazioni in alcune donne amenorroiche. Tuttavia sono necessari ulteriori studi per confermare questi risultati.

nel trattamento dell’infertilità maschile

L’acetilcarnitina può essere utile per il trattamento dell’infertilità maschile.

In alcuni studi preliminari, una integrazione con 3-4 grammi al giorno per quattro mesi era servita a normalizzare la motilità degli spermatozoi negli uomini con bassa qualità dello sperma.

nel miglioramento delle prestazioni atletiche

Una rassegna degli studi clinici del 1996, aveva concluso che non esiste alcuna base scientifica che supporti la convinzione che i supplementi di carnitina migliorino le prestazioni atletiche.

Alcuni studi hanno rilevato l’esistenza di qualche beneficio, ma molti non lo hanno rilevato. [3]

I suoi effetti collaterali

Gli effetti indesiderati dell’assunzione di acetil-L-carnitina sono rari. Comunque vengono riferiti [4, 5]:

  • dei rash cutanei,
  • un aumento dell’appetito,
  • la nausea,
  • il vomito,
  • un’agitazione ed una irrequietezza,
  • il mal di testa,
  • una secchezza delle fauci

Avvertenze e precauzioni

La L-carnitina – nelle sue tre forme – sembra essere abbastanza sicura. Tuttavia:

  • L’acetil-L-carnitina può interferire con la funzione tiroidea per cui, se si ha una tiroide iperattiva, è meglio evitarla.
  • Anche le persone con una storia di convulsioni possono dover evitare l’ ALCAR.
  • Non usare acetil-L-carnitina se si stanno assumendo dei farmaci per fluidificare il sangue.
  • Le persone in dialisi non dovrebbero assumerla senza la supervisione di un medico.

Non sono state stabilite dosi massime per i bambini, per le donne incinte o per quelle che allattano al seno, o per quelle con gravi patologie epatiche o renali.

in gravidanza e durante l’allattamento

Consulta il tuo medico prima d’iniziare ad assumere un qualsiasi nuovo integratore, soprattutto se sei incinta, se allatti al seno o se soffri una qualche grave condizione medica.

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